I relitti delle navi romane di San Rossore: ripartono gli scavi
Scavi navi romane di San Rossore: chiudere i lavori in 2 anni e realizzare il museo degli Arsenali che ospiterà le navi e i reperti archeologici.
27 febbraio 2012 / Notizie
L'obiettivo è di chiudere i lavori in due anni e realizzare il museo degli Arsenali che ospiterà le navi e i reperti archeologici.
La Soprintendenza archeologica della Toscana avvierà le procedure per il bando e in estate la campagna di scavo e di restauro delle navi romane, dopo lo stop del 2010, potrà ripartire e concludersi in due anni. Da Roma sono giunti 2 milioni di euro e altrettanti sono stati destinati alle opere infrastrutturali del Museo degli Arsenali che ospiterà la navi e i numerosi reperti rinvenuti nell'area della stazione di San Rossore. La notizia è stata confermata ieri dal direttore degli scavi Andrea Camilli e dal presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni durante il sopralluogo effettuato in occasione della visita a Pisa dell'Onorevole Nicola Bono, inviato dalla stessa Provincia in quanto responsabile del settore cultura e turismo dell'Unione Provincie Italiane e membro della Commissione UNESCO Italia.
L'obiettivo è quello di presentare un progetto di valorizzazione del sito per rispondere ai requisiti dell'UNESCO previsti per vedersi inserire nell'elenco dei beni definiti patrimonio dell'umanità. I presupposti di unicità ci sono tutti ma deve essere concepito un apposito progetto, una volta terminato il recupero dei reperti, che valorizzi il sito in quanto crocevia naturale dei traffici via mare.Mostrato ieri in anteprima anche il restauro definitivo dell'unico ponte in legno di una nave dell'epoca romana giunto fino ai nostri giorni.
L'onorevole Bono ha spiegato che l'UNESCO potrà prendere in considerazione la richiesta di inserimento nella sua lista solo se il sito archeologico rinvenuto rimarrà visibile e visitabile, con gli opportuni interventi, dal pubblico.
Gli inizi dei lavori sono previsti per il mese di luglio, e si protrarranno per due anni. Ad oggi il progetto prevede di coprire tutto lo scavo ed eventualmente ricreare, più in superficie, una ricostruzione dell'area.