Lungarno Mediceo

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Palazzo Medici

Un tempo denominato Palazzo Appiano, il Palazzo Medici è uno dei numerosi palazzi posti sul Lungarno Mediceo, oggi ospita la prefettura.
 

Storia del Palazzo Medici

L’aspetto attuale è riconducibile al Duecento, costruito su resti risalenti all’XI secolo, motivo per cui venne anche indicato con il nome di Palazzo Vecchio. Qui soggiornarono i signori di Pisa, gli Appiani, in un arco di tempo compreso tra il 1392 e il 1398, successivamente nelle mani di Lorenzo ce’ Medici, che soggiornava nella città toscana per curare la sua precaria salute al seguito di Agnolo Poliziano, suo grande amico umanista. Pietro il Fatuo ospitò nel 1494 Carlo VIII di Francia, nel 1871 la struttura venne ristrutturata per mano di Ranieri Simonelli su commissione di Vittoria Spinola, nata dall’unione tra Vittorio Emanuele II e la “Bella Rosina”, in tal occasione l’edificio subì notevoli cambiamenti acquistando uno stile gotico conl sostituzione delle antiche finestre con le bifore e trifore e con l’aggiunta di una torre merlata in cotto.

Nel palazzo fu anche ospitata la moglie del monarca del Re d’Italia, precisamente nel 1885 e, qualche anno dopo, il giornalista Alessandro D’Ancona, senatore, dirigente del movimento liberale toscano e primo direttore del quotidiano La Nazione di Firenze. Il palazzo presenta una facciata con una copertura a pietra verrucata nel pian terreno, dove è possibile notare la presenza di bifore, nei piani superiori possiamo ammirare antichi piedritti e archi che si alternano con le trifore e bifore.


Palazzo Toscanelli

L’aspetto attuale si deve all’ultima restaurazione avvenuta nel XIX secolo commissionata da Alessandro Gheradesca, oggi ospita l’archivio di stato che custodisce una vasta documentazione sul periodo medievale della città e del territorio adiacente. La struttura è conosciuta anche per aver ospitato, tra il 1821 e il 1822, Lord Byron che proprio da Pisa partì verso la Grecia dove trovò la morte.

Archivio di Stato di Pisa

Inaugurato nel 1869 dal Governo Provvisorio Toscano, l’Archivio di Stato fu collocato come prima sede sopra le Logge di Banchi, che fu inaugurata nel 1865 oggi sede sussidiaria. Originariamente la collezione di documenti presente nell’archivio custodiva documenti degli archivi della Repubblica Pisana, del Comune di Pisa durante la supremazia fiorentina, del periodo granducale, dai depositi degli Ospedali riuniti, della Pia Casa della Misericordia, dell’Opera Primaziale e dei Cavalieri di Santo Stefano. In seguito, grazie alle donazioni da parte dei monasteri pisani e di numerosi membri delle famiglie toscane, l’archivio acquistò sempre più pregio. Oggi possiamo consultare documentazioni dall’VIII secolo in poi disposti in più di 130 inventari.

 

Museo delle navi antiche di Pisa

In occasione di alcuni lavori per l’edificazione di uno snodo ferroviario alla stazione di Pisa San Rossore, nel 1998, vennero alla luce scavi sotterranei materiali archeologici, fu subito attestata l’importanza del sito. In un primo momento si pensava fosse uno scalo portuale ma in seguito fu identificata la reale natura, una zona di incrocio di un canale della centuriazione di Pisa con il fiume Serchio che, in seguito a numerose alluvioni, affondarono circa trenta imbarcazioni. Conservate in ottime condizioni tali imbarcazioni, navi per il trasporto e barche fluviali, ci sono giunte intatte grazie alla completa assenza di ossigeno e alla presenza di falde sotterranee.

Per tali condizioni furono portati alla luce molti materiali di solito deperibili come legno, corde, attrezzi per la pesca, cesti e utensili. Gran parte del contenuto delle navi è stato possibile recuperarlo all’interno di anfore e vasi. In base a numerosi e minuziosi studi è stato possibile formulare numerose ipotesi sulla zona di provenienza di tali navi, da varie zone del Mediterraneo come la Campania, la Gallia, ecc … Tale scoperta fu talmente singolare che quasi si parlava di una Pompei marittima, è stato anche possibile trasformare il cantiere in un cantiere scuola. Attualmente le navi sono in fase di restauro al Centro di Restauro del Legno Bagnato.

Per le ultime informazioni sull'allestimento del Museo presso gli Arsenali Medicei leggi l'articolo del Tirreno!

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